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Risponde Antonio Serra
COME È NATO IL PROGETTO DI
GREGORY HUNTER?
La risposta è molto semplice: per passione.
Con Sergio Bonelli Editore non sono le
strategie di marketing che governano la scelta di questo o
di quel filone.
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In questo caso, davanti alla prospettiva di ideare
il progetto per una nuova serie, non ho esitato a scegliere
quel genere che, da sempre, più mi è congeniale,
ovvero la fantascienza. Si tratta, però, di una fantascienza
molto diversa da quella che ha ispirato Nathan Never. Nella
serie che avevo ideato con Michele Medda e Bepi Vigna, il dato
realistico era estremamente importante: il futuro di Nathan,
infatti, è un futuro molto vicino alla realtà
dei nostri giorni, sia per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico
che quello sociale. In Gregory Hunter, le cose saranno molto
diverse. Per richiamarmi al cinema, se Nathan Never si ispirava
alle atmosfere angoscianti di "Blade Runner", Gregory
Hunter è invece più simile, nello spirito, alla
saga di "Guerre Stellari".
COM'È IL FUTURO DI GREGORY HUNTER?
È il futuro che sognavo da ragazzo, quando mi nutrivo
di classici dell'avventura e della fantascienza, pur con la
consapevolezza che, probabilmente, non avremmo mai vissuto su altri pianeti.
In questo senso, potremmo tranquillamente definire Gregory Hunter
come una specie di fumetto "utopico", perché,
in un certo modo, realizza non soltanto un vecchio sogno dell'autore,
ma diventa anche un contenitore di tutti quei futuri possibili
che, nella realtà, non si sono mai realizzati.
LO
HAI PRESENTATO PUBBLICAMENTE COME UNA SORTA DI "TEX NELLO
SPAZIO". PERCHÉ?
Devo dire che, a prodotto
finito, Gregory assomiglia più a Zagor
che a Tex. Comunque,
il senso di questa mia affermazione è che |
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Gregory
Hunter vuole essere un personaggio classico come classico è
stato, ed è tuttora, Tex. Ma, diversamente da Tex, che
ha un suo rigore anche caratteriale, Gregory Hunter è
più sopra le righe, anche se tutto d'un pezzo e assolutamente
eroico. Il richiamo a Tex è soprattutto evidente nella
struttura narrativa delle storie del mio nuovo personaggio:
saranno, infatti, storie lunghe a puntate, articolate proprio
come erano e sono ancor oggi quelle di Tex. Esiste, dunque,
una continuità narrativa all'interno di ciascuna storia
e un respiro che va fino a tre albi.
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CHE RUOLO HANNO I PERSONAGGI DI CONTORNO NELLA TUA SERIE? CI
SARANNO DELLE PRESENZE FISSE?
Ci sarà Badger, un
alieno dalle sembianze scimmiesche, che affiancherà l'eroe
in tutte le avventure. E poi anche un personaggio femminile,
Sandra, che, pur non apparendo in tutte le storie, sarà
al fianco di Gregory con una certa regolarità, a partire
dal numero 2 della serie.
QUALI
AUTORI TI HANNO INFLUENZATO MAGGIORMENTE NELL'IDEAZIONE DI QUESTO
NUOVO PERSONAGGIO?
Da una parte,
Hugo Pratt e il suo Corto Maltese; dall'altra, Jack Kirby e
i Fantastici Quattro. Ma dovrei aggiungere anche tutti gli eroi
classici francesi apparsi in passato sulle pagine del "Corriere
dei Piccoli", da Luc Orient a Bernard Prince, che erano
protagonisti di storie che mescolavano la fantascienza all'avventura
pura. Per quanto riguarda l'umorismo, sono sicuramente debitore
a René Goscinny, uno dei creatori di Asterix. |
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